IO E TE

 

SCENA 1
 
E' inquadrata la hall di un hotel, con un lento andirivieni di persone.
La telecamera si sposta poi nella sala della colazione, dove troviamo un ragazzo, di circa 25 anni, seduto a un tavolo. E' vestito in maniera elegante, ma non esageratamente formale. Un filo di barba ben curata gli ricopre il viso (Niccolò Centioni).



 


Tra le mani sta rigirando un biglietto piegato in quattro e sembra perso nei suoi pensieri. Sul biglietto leggiamo la scritta, in grafia femminile "Per Lorenzo". E' il nome del ragazzo.

Una cameriera gli si avvicina, con in mano un thermos argentato.

CAMERIERA
Caffè?

Lui le porge la tazza.

LORENZO
Grazie.

La cameriera gliela riempie.

CAMERIERA
E' venuto per la fiera?

LORENZO
Che fiera?

CAMERIERA
La fiera dei cavalli, ovviamente.

Lui sorride e scuote educatamente la testa, ma non aggiunge altro.

La cameriera allora tira fuori un blocchetto.

CAMERIERA
Che stanza ha?

Lui le mostra la chiave.

LORENZO
Centodiciannove.

Lei segna il numero sul blocchetto.

CAMERIERA
Se vuole altro caffè, lo può prendere da solo al buffet.

LORENZO
Grazie.

CAMERIERA
Dovere.

La cameriera si allontana e Lorenzo, rimasto solo, riprende a fissare il biglietto.
Beve un sorso di caffè, poi posa la tazza e spiega il foglio.

Stacco.


SCENA 2

Ci ritroviamo improvvisamente in una stanza immersa nella penombra. E' una camera da letto. Di un adolescente, a giudicare dal disordine e dagli oggetti che intravediamo.

Compare una scritta in sovrimpressione: "Dieci anni prima"

La telecamera inquadra il letto, su cui vediamo disteso Lorenzo. E' chiaramente lui, ma il suo aspetto sembra più adolescenziale (capelli lunghi e spettinati, niente barba...).
E' sveglio e sta fissando il soffitto. Sembra preoccupato.

A un certo punto sentiamo dei passi all'esterno della stanza, poi qualcuno che bussa alla porta.

Lorenzo si infila velocemente sotto le coperte e si mette su un fianco fingendo di dormire.

Qualcuno apre la porta, da cui filtra uno spiraglio di luce. E' la madre di Lorenzo (Lunetta Savino).





MADRE
Lorenzo, sei sveglio?

Lui mugugna qualcosa, fingendo di emergere in qual momento dal mondo dei sogni.

La donna entra e tira su la tapparella, provocando qualche protesta lamentosa da parte del figlio.

MADRE
Che brutta giornata... Speriamo che a Cortina il tempo sia migliore.

La donna poi va a sedersi sul letto, di fianco al figlio. Lui apre un occhio e la guarda.

LORENZO
Buongiorno...

MADRE
Buongiorno. Dormito bene?

LORENZO
Come un sasso.

MADRE
Vado a prepararti la colazione?

Lui fa cenno di sì con la testa.

La madre gli pettina i capelli con le dita.

MADRE
Alzati, su.

Lorenzo geme, poco convinto.

MADRE
Che c'è?

Lui le prende la mano.

LORENZO
Mi vuoi bene?

La donna sembra sorpresa dalla domanda, ma sorride.

MADRE
Certo che te ne voglio.

Si alza in piedi e si avvia verso la porta.

MADRE
Alzati, dai. Anche oggi devi farti pregare per uscire dal letto?

LORENZO
Mi dai un bacio?

Lei sorride di nuovo e torna verso il letto per dare un bacio sulla guancia al figlio.

MADRE
Guarda che non parti militare. Vai in settimana bianca.

Lui chiude gli occhi e inspira con il naso.

LORENZO
Che profumo è questo?

MADRE
E' il sapone al sandalo. Il solito...

LORENZO
Me lo puoi prestare?

La donna sembra un po' incerta.

MADRE
Perchè?

LORENZO
Così mi ci lavo e mi sembrerà di averti accanto...

La donna sorride nuovamente.

MADRE
Su, non fare lo scemo... Non avrai neppure il tempo di pensarmi, a Cortina.

Gli toglie le coperte di dosso.

MADRE
Avanti, è ora di prepararsi. I tuoi amici ti aspettano.

Primo piano di Lorenzo, che sembra colpito negativamente da quelle parole.

Stacco.


SCENA 3

Siamo in strada. Osserviamo una Bmw procedere lentamente lungo una via trafficata.
Il Colosseo sullo sfondo ci rivela che siamo a Roma.

Passiamo all'interno dell'auto, guidata dalla madre di Lorenzo. Lui è seduto sul sedile del passeggero.

LORENZO
Papà, in fondo, un po’ di ragione ce l’ha…

Lei lo guarda senza capire.

MADRE
In che senso?

Lorenzo gonfia il petto e imita la voce del padre, ingrossando la propria.

LORENZO
Arianna, dovresti lavare quella macchina. E' un porcile a quattro ruote...

La donna abbozza appena un sorriso.

ARIANNA
Hai salutato tuo padre?

LORENZO
Sì.

ARIANNA
Che ti ha detto?

LORENZO
Di non fare stronzate e di non sciare come un pazzo.

Una leggera pausa, poi aggiunge qualcos'altro.

LORENZO
E che non devo chiamarti ogni cinque minuti.

La madre lo guarda.

ARIANNA
Ha detto così?

LORENZO
Sì.

Lei torna a guardare la strada.

ARIANNA
Chiamami quando vuoi. Hai preso tutto? La musica? Il cellulare?

LORENZO
Sì.

ARIANNA
La borsa con le medicine l'hai presa? Ci hai messo dentro il termometro?

LORENZO
Sì.

Vediamo dall'esterno l'auto che attraversa il Tevere.

VFC (ARIANNA)
I soldi?

VFC (LORENZO)
Sì.

VFC (ARIANNA)
Il resto mi pare che lo abbiamo controllato insieme ieri sera. Hai tutto.

VFC (LORENZO)
Sì. Ho tutto.

L'auto si ferma a un semaforo.

Torniamo all'interno. Lorenzo si toglie la cintura di sicurezza.

LORENZO
Lasciami qua.

Arianna lo guarda sorpresa.

ARIANNA
Come qua?

LORENZO
Sì, qua.

Lei sembra non saper cosa rispondere.

Il semaforo diventa verde e l'auto riparte incolonnata alle altre.

Primo piano di Lorenzo, contrariato.

LORENZO
Mamma! Ti fermi?

ARIANNA
Rimettiti la cintura.

LORENZO
Ti prego, fermati!

ARIANNA
Ma perchè?

LORENZO
Voglio arrivarci da solo all'appuntamento.

ARIANNA
Non capisco...

LORENZO (alzando la voce)
Fermati, per favore!

La donna sembra confusa, ma alla fine decide di ruotare il volante.

Vediamo l'auto accostare, in doppia fila.

Torniamo all'interno.

ARIANNA
Adesso che succede? Lorenzo, ti prego, non cominciamo...

LORENZO
E' che...

Vediamo che stringe i pugni.

LORENZO
Tutti gli altri vanno da soli. Io non posso presentami con te, farei una figuraccia.

ARIANNA
E quindi dovrei lasciarti qui?

LORENZO
Sì.

ARIANNA
E non ringrazio neanche i genitori di Alessia?

Lui solleva le spalle.

LORENZO
Non c'è bisogno. Glielo dico io.

Lei ci pensa su qualche secondo, poi scuote la testa.

ARIANNA
Non se ne parla proprio.

Ingrana la prima, mettendo la freccia per immettersi nuovamente nel traffico, ma Lorenzo si getta letteralmente su di lei per impedirglielo.

LORENZO
No! No... Per favore...

ARIANNA
Per favore cosa?

LORENZO
Fammi andare da solo. Non posso arrivare là con la mamma. Mi prenderanno in giro!

ARIANNA
Ma che stupidaggine... Voglio sapere se va tutto bene, se devo fare qualcosa. Mi sembra il minimo... Non sono una cafona come te.

LORENZO
Io non sono cafone. Io sono come tutti gli altri.

ARIANNA
No, non esiste. Perché devi fare il ragazzino?

LORENZO
Non sto facendo il ragazzino! Sei tu che mi tratti come un... coglione.

Lei lo fulmina con lo sguardo.

ARIANNA
Non dire parolacce. Lo sai che non lo sopporto. E non c'è bisogno di fare queste scene.

Lorenzo dà un pugno al cruscotto davanti a lui.

LORENZO
Mamma, voglio andare da solo, porca miseria!

ARIANNA
Guarda che mi sto arrabbiando sul serio, Lorenzo.

LORENZO
Tutti hanno detto che andavano da soli all'appuntamento. Io invece sono sempre quello che arriva con la mammina. E' per questo che ho i problemi...

La donna stavolta appare colpita.

ARIANNA
Adesso non mi far passare per quella che ti fa venire i problemi.

LORENZO
Papà ha detto che devo essere indipendente. Che devo avere la vita mia. Che mi devo staccare da te.

Lei chiude gli occhi e stringe le labbra come per impedirsi di parlare.

LORENZO
E' la prima volta che mi invitano... Che penseranno di me?

Lei si volta verso la strada a guardare le macchine che passano.

LORENZO
Mamma, stai tranquilla...

Arianna scuote la testa, sempre guardando la strada.

ARIANNA
No... Non sto tranquilla per niente...

Il suo tono però è rassegnato. Inquadratura di Lorenzo, che sembra tirare un sospiro di sollievo avendo capito di averla spuntata.

Stacco.

 

 

SCENA 4

Comincia una scena musicale, con
“Povero me” di Francesco De Gregori.

 

Lorenzo sta camminando lungo il Tevere, con il braccio intorno agli sci, la sacca degli scarponi nella mano e lo zaino sulle spalle.

Lo vediamo transitare di fronte al palazzo della Rai, in viale Mazzini, gettando un’occhiata distratta alla statua del cavallo.

 

Lorenzo arriva quindi a un incrocio, dove si ferma. Sporge la testa oltre l’angolo e dalla sua prospettiva vediamo un Suv parcheggiato poco distante.

 

Accanto all’auto ci sono due ragazze e un ragazzo, più o meno della stessa età (Miriam Giovanelli, Alice Teghil e Thomas Cibelli).

 

                 
        

 

Stanno parlando allegramente tra loro.

 

Sul portapacchi del Suv notiamo tre paia di sci e nel bagagliaio aperto diverse valigie.

 

Lorenzo si tira indietro, appoggia gli sci al muro e apre la cerniera del piumino. Poi, con cautela, si affaccia di nuovo.

 

Un’altra auto si avvicina lentamente al Suv, parcheggiando dietro di esso. Ne scende un quarto ragazzo (Gabriele Agrio), insieme al padre.

 

 

 

Gli altri tre ragazzi lo salutano vivacemente. Lui finge di prendersi a pugni con l’altro ragazzo, mentre le due ragazze ridono.

 

Il padre del nuovo venuto scarica gli sci dalla propria auto, mentre dal Suv scende una donna elegante che gli si fa incontro sorridendo.

 

L’uomo scambia qualche parola con la donna, poi carica il quarto paio di sci sul portapacchi del Suv.

 

Primo piano di Lorenzo, che osserva la scena.

 

I due adulti chiacchierano ancora qualche secondo, poi il padre saluta il figlio e risale in macchina, allontanandosi.

 

La donna dice qualcosa ai ragazzi, facendo loro cenno di salire sul Suv. I quattro non si lasciano pregare e in pochi secondi tutti e cinque sono a bordo.

 

Inquadratura su Lorenzo.

 

Inquadratura del Suv che parte e si immette nel traffico.

 

Inquadratura nuovamente su Lorenzo.

 

Con uno stacco ritroviamo Lorenzo in tram. La telecamera rimane ferma su di lui, palesemente ridicolo con gli sci e gli scarponi, schiacciato tra impiegati in giacca e cravatta, ragazzini con gli zaini scolastici sulle spalle  e anziani seduti a osservarlo.

 

Vediamo infine Lorenzo scendere dal tram e incamminarsi nuovamente con tutta la sua attrezzatura sulle spalle.

 

La musica sfuma.

 

Stacco.

 

 

SCENA  5

 

Lorenzo è seduto su una panchina in un parco. Sta bevendo una lattina di coca cola.

 

A un tratto squilla il cellulare e il ragazzo lo estrae dalla tasca.

 

Sul display possiamo leggere che è la madre, a chiamare.

 

Lorenzo risponde.

 

LORENZO

Mamma…

 

VFC (Arianna)

Ciao! Siete partiti?

 

LORENZO

Sì.

 

VFC (Arianna)

Tutto bene?

 

LORENZO

Sì…

 

VFC (Arianna)

C’è traffico?

 

Lorenzo solleva lo sguardo: un uomo con un dalmata gli transita davanti agli occhi.

 

LORENZO

Un po’…

 

VFC (Arianna)

Mi passi la mamma di Alessia?

 

Lorenzo sembra in difficoltà.

 

LORENZO

Non può. Sta guidando…

 

Il dalmata incontra un altro cane ed entrambi iniziano ad abbaiare.

Lorenzo, prontamente, copre il microfono e si allontana.

 

VFC (Arianna)

Allora ci sentiamo stasera, così la ringrazio.

 

LORENZO

Certo.

 

VFC (Arianna)

A dopo.

 

LORENZO

Va bene, mamma, a dopo… Ma dove sei? Che stai facendo?

 

VFC (Arianna)

Niente, sono tornata a letto. Vorrei dormire un altro po’.

 

LORENZO

Esci, più tardi?

 

VFC (Arianna)

,vado da nonna.

 

LORENZO

Papà?

 

VFC (Arianna)

E’ appena uscito.

 

LORENZO

Ah… Ho capito. Allora ciao.

 

VFC (Arianna)

Ciao.

 

Lorenzo riattacca e rimette a posto il telefono.

 

Sul suo volto compare un mezzo sorriso.

 

Stacco.

 

 

SCENA 6

 

Lorenzo è in piedi su un marciapiede. Sta fissando qualcosa davanti a sé.

 

La telecamera inquadra un condominio che sorge in mezzo a un ampio cortile. Al centro del vialetto vediamo un uomo (Ninetto Davoli) che sta spazzando le foglie.

 

 

 

Si muove lentamente, con la calma di chi ha tutto il giorno davanti a sé.

 

Lorenzo tira fuori il cellulare dalla tasca e compone un numero. Resta in attesa qualche secondo.

 

La telecamera inquadra una finestra aperta al pianterreno del condominio. Da essa sentiamo un telefono che suona ripetutamente.

 

L’uomo che spazza le foglie solleva il capo e guarda in quella direzione, poi brontolando appoggia la scopa a un albero e si avvia verso la porta dell’edificio.

 

Lorenzo parte quindi di corsa, attraversando la strada ed entrando nel giardino. Il suo movimento è impacciato dagli sci e dallo zaino, ma riesce ugualmente a raggiungere il retro dell’edificio.

Spinge un bottone del cellulare, probabilmente annullando la chiamata, e lo rimette in tasca.

 

Dallo zaino estrae quindi un mazzo di chiavi, da cui ne sceglie una. Si avvicina a una porta sul retro e la apre, entrando in quello che sembra il corridoio di uno scantinato. Diverse porte di ferro si aprono a destra e a sinistra, ma Lorenzo si dirige a passo svelto verso le ultime in fondo.

 

Con un’altra chiave apre l’ultima porta sulla destra, sparendo oltre di essa con tutta la sua attrezzatura.

 

Lorenzo chiude la porta dietro di sé e accende la luce, consentendoci di vedere l’ambiente in cui ci troviamo.

Si tratta di una grande stanza rettangolare. In alto due finestrelle velate di polvere lasciano filtrare un po’ di luce. Ovunque vediamo mobili coperti da teli, scatoloni pieni di libri, pentole e vestiti, pile di sedie impagliate, una porta di legno, un lavandino incrostato, un divano a fiori, un mucchio di materassi, vecchi dischi, lampade, una testiera di ferro battuto, tappeti arrotolati, un bulldog di ceramica con una zampa spezzata…

 

Cianfrusaglia di ogni tipo ammucchiata in ogni dove.

 

Un angolo della stanza, tuttavia, è insolitamente ordinato e pulito. Vediamo un materasso con delle coperte e un cuscino. Su un tavolino basso sono disposte delle scatolette di Simmenthal, tonno, tre confezioni di pane in cassetta, barattoli di sott’olio, bottiglie d’acqua, succhi di frutta e coca-cola, un barattolo di nutella, un tubetto di maionese, biscotti, merendine e cioccolata. Su una cassa c’è un piccolo televisore e al suo fianco la playstation. Su uno scatolone tre romanzi di Stephen King e una pila di fumetti.

 

Primo piano di Lorenzo, che sorride e tira un sospiro di sollievo.

 

Dissolvenza in nero.

 

 

SCENA 7

 

Quando compaiono le immagini vediamo l’esterno di una scuola elementare. Diversi genitori vengono raggiunti dai bambini che escono con lo zaino in spalla.

 

Passiamo all’interno, dove vediamo un bambino seduto sull’ultima di una fila di sedie, accanto a una porta. Sentiamo la voce di una donna, che probabilmente proviene dalla porta socchiusa.

 

VFC

Mi dispiace di farle perdere tempo, signora, ma dobbiamo parlare di Lorenzo.

 

La telecamera si insinua nella fessura della porta socchiusa e ci mostra una donna, forse la maestra, che parla con Arianna.

 

ARIANNA

E’ successo qualcosa?

 

MAESTRA

In effetti sì. Questa mattina Lorenzo ha spinto giù dal muretto Giampaolo Tinari, che è caduto di testa sul cemento. Gli hanno dovuto mettere dei punti.

 

ARIANNA

Oddio… Mi dispiace molto. Ma perché Lorenzo ha fatto questo?

 

MAESTRA

Non saprei dirglielo, ma non è il primo episodio che lo vede coinvolto. Nulla di così grave, si intende, ma il bambino preoccupa un po’ tutto il corpo insegnanti.

 

ARIANNA

Preoccupa…? In che senso?

 

MAESTRA

Ecco… Lorenzo sembra uno che sta alla stazione e aspetta il treno che lo riporti a casa. Non disturba nessuno, ma se qualche compagno lo infastidisce allora urla, diventa rosso di rabbia e lancia tutto quello che ha sotto mano. Alle volte fa paura, non so…

 

Primo piano di Lorenzo, che ascolta attraverso la porta.

 

VFC (maestra)

Io le consiglierei di portarlo da qualcuno… Sa, uno specialista… Gliene posso consigliare uno, se vuole..

 

Con uno stacco ci ritroviamo nell’appartamento della famiglia di Lorenzo. Arianna, il bambino e il padre (Pino Quartullo) sono seduti attorno a un tavolo.

 

 

 

ARIANNA

Vedrai, lui aiuta un sacco di bambini.

 

LORENZO

Ma quanto devo stare?

 

ARIANNA

Tre quarti d’ora. Due volte a settimana. Ti va?

 

LORENZO

Ok. Non è tanto.

 

PADRE

E tanto non sarà per molto. Io non credo che tu abbia bisogno di parlare con questo signore.

 

La donna lancia un’occhiataccia all’uomo.

 

ARIANNA

E’ per accontentare la maestra, Francesco. E poi fare due chiacchiere con un adulto che sa come trattare i bambini aiuterebbe chiunque.

 

L’espressione di Francesco è decisamente poco convinta.

 

Con un altro stacco vediamo Lorenzo che entra in casa con la madre. Il piccolo si dirige in camera sua, mentre la donna viene raggiunta dal padre.

 

FRANCESCO

Ciao.

 

ARIANNA

Ciao.

 

FRANCESCO

Allora, che ha?

 

Notiamo che Lorenzo ascolta la conversazione dei genitori.

 

ARIANNA

Ha detto che ha un disturbo narcisistico.

 

FRANCESCO

In che senso?

 

ARIANNA

Dice che Lorenzo è incapace di provare empatia per gli altri. Per lui, tutto quello che è fuori dalla sua cerchia affettiva non esiste, non gli suscita nulla. Crede di essere speciale e che solo persone speciali come lui possano capirlo.

 

FRANCESCO

Vuoi sapere cosa penso? Che questo dottore è un vero coglione. Non ho mai visto un ragazzino più affettuoso di nostro figlio.

 

ARIANNA

E’ vero, ma solo con noi, Francesco. Lorenzo pensa che noi siamo persone speciali e quindi si comporta così. Ma tutti gli altri non li considera al suo livello.

 

FRANCESCO

E’ uno snob? Questo ci sta dicendo il luminare?

 

ARIANNA

Ha detto che ha il sé grandioso.

 

L’uomo si mette a ridere.

 

FRANCESCO

Per fortuna! Pensa se avesse avuto il sé micragnoso. Basta, leviamolo dalle mani di questo incapace prima che gli incasini il cervello davvero. Lorenzo è un bambino normale.

 

Primo piano di Lorenzo, che si ritira nella semioscurità della sua stanza. Mentre si sdraia sul letto ripete le parole del padre.

 

LORENZO

Lorenzo è un bambino normale…

 

Inquadratura del bambino steso con le mani incrociate dietro la nuca.

 

Dissolvenza incrociata.

 

 

SCENA 8

 

Il volto di Lorenzo bambino diventa quello di Lorenzo adolescente, sempre steso sul letto nella stessa posizione. Il letto è però quello della cantina.

 

Parte una musica: “Quando e qui”, Francesco De Gregori.

 

Lorenzo si alza in piedi e va verso il piccolo bagno annesso alla cantina. Apre il rubinetto del lavandino e si sciacqua il viso. Dopo essersi asciugato torna verso il letto, prende uno dei libri di Stephen King (Le notti Salem) e si stende a leggere.

 

Dopo uno stacco lo vediamo seduto davanti al basso tavolino, intento a mangiare una barretta di cioccolato.

 

Un altro stacco e assistiamo a una nuova azione di Lorenzo, che apre lo zaino, tira fuori lo spray autoabbronzante, si mette berretta e occhiali da sole e alla fine si spruzza il prodotto in faccia.

 

Altro stacco: Lorenzo è seduto sul letto e sta giocando con la playstation.

 

Altro stacco: Lorenzo sta mangiando dei carciofini sott’olio.

 

All’improvviso suona il cellulare.

La musica si abbassa di volume andando a fare da sottofondo.

 

Lorenzo si alza e va a rispondere. Sul display vediamo che è la madre, a chiamare.

 

LORENZO

Ciao mamma.

 

VFC (Arianna)

Ciao! Allora, come va?

 

LORENZO

Benissimo!

 

VFC (Arianna)

Dove sei?

 

Lorenzo si guarda intorno e individua un orologio: sono le otto e mezza.

 

LORENZO

Siamo in pizzeria.

 

VFC (Arianna)

Ah… Dove?

 

LORENZO

Sul corso…

 

VFC (Arianna)

La Padavena?

 

LORENZO

Esatto.

 

VFC (Arianna)

Com’è andato il viaggio?

 

LORENZO

Perfetto.

 

VFC (Arianna)

E il tempo com’è?

 

LORENZO

Ottimo!

 

Poi sembra ripensarci.

 

LORENZO

Buono… Non c’è male.

 

VFC (Arianna)

C’è la neve?

 

LORENZO

Ce n’è un po’, sì.

 

VFC (Arianna)

Tutto bene? Hai una voce strana…

 

LORENZO

No, no. Tutto bene.

 

VFC (Arianna)

Passami la mamma di Alessia, così la saluto.

 

LORENZO

Non c’è. Siamo solo noi. La mamma di Alessia è a casa.

 

VFC (Arianna)

Ah… Domani però ti chiamo e mi ci fai parlare. Sennò fammi chiamare tu.

 

LORENZO

Va bene. Adesso però ti devo lasciare, che sono arrivate le pizze.

 

Poi finge di parlare con il cameriere.

 

LORENZO

A me. Quella con il prosciutto è la mia.

 

VFC (Arianna)

D’accordo. Ci sentiamo domani, allora.

 

LORENZO

Ciao mamma.

 

VFC (Arianna)

Ciao tesoro. Divertiti.

 

Lorenzo chiude la telefonata e sbuffa, poi tira un sospiro di sollievo.

 

La musica si alza nuovamente di volume.

 

Lorenzo si affaccia alla finestrella della cantina, per guardare fuori.

Dal suo punto di vista vediamo, all’altezza del pavimento, uno scorcio del giardino del condominio. Fuori è sera e due lampioni illuminano la scena.

 

Lorenzo torna quindi verso il letto e riaccende la playstation.

 

Primo piano del ragazzo.

 

La musica finisce.

 

Dissolvenza in nero.

 

 

SCENA 9

 

Sullo schermo tornano le immagini e ci ritroviamo in una scuola. Siamo alle superiori, a giudicare dall’età degli studenti.

 

La telecamera vaga per i corridoi, dove i ragazzi schiamazzano durante la ricreazione.

 

A un certo punto vediamo Lorenzo seduto in un angolo dell’atrio, mentre mangia una pizza salata.

 

A due passi da lui si trova la macchinetta del caffè, alla quale si avvicina la ragazza bionda che abbiamo già visto al raduno a cui Lorenzo ha evitato di andare (Miriam Giovanelli).

 

 

 

La ragazza seleziona un caffè e resta in attesa. Il suo sguardo si posa su Lorenzo, ma è solo un istante.

 

VFC (ragazzo)

Alessia!

 

La ragazza si gira e la telecamera ci mostra l’arrivo di un altro dei giovani che abbiamo già visto (Thomas Cibelli)

 

 

 

ALESSIA

Ciao Oscar.

 

OSCAR

Allora, che hanno detto i tuoi?

 

ALESSIA

Che possiamo andare.

 

OSCAR

Sì! Settimana bianca!!

 

ALESSIA

Non la prossima, però. Hanno affittato la casa. Dobbiamo andare quella dopo.

 

OSCAR

Per me non c’è problema. Anche il Sumero ha detto che va bene qualunque settimana, da qui alla fine della scuola.

 

ALESSIA

A Martina l’ho già detto. Sua madre ha fatto un po’ di storie, ma alla fine ha detto di sì.

 

La macchinetta emette un bip e Alessia preleva il suo caffè.

 

OSCAR

Perfetto. Non ne potevo più di stare in città.

 

ALESSIA

A chi lo dici…

 

La ragazza si incammina e Oscar la affianca.

 

OSCAR

Ti accompagno in classe.

 

ALESSIA

Ok. Hai portato gli sci a sciolinare? Ti dimentichi tutti gli anni.

 

OSCAR

Ci vado oggi pomeriggio. Ancora non mi avevi confermato la disponibilità della casa…

 

ALESSIA

Ti ho mai deluso?

 

I due ragazzi ridono, perdendosi in lontananza.

 

La telecamera inquadra quindi Lorenzo, che continua a mangiare la sua pizza salata. La sua espressione non rivela nulla, ma ha chiaramente ascoltato tutta la conversazione.

 

Stacco.

 

 

SCENA 10

 

Siamo a casa di Lorenzo, in cucina. Lui è seduto a tavola e ha appena finito di mangiare. La madre sta sparecchiando.

 

LORENZO

Mamma, Alessia Roncato mi ha invitato in settimana bianca. Posso andare?

 

Arianna lascia quasi cadere i piatti che ha in mano e guarda il figlio con espressione sorpresa.

 

ARIANNA

C-cosa…? Ma quando?

 

LORENZO

Non la prossima. La casa è affittata. Quella dopo.

 

ARIANNA

Ma… Ma certo! Dovremo comprare tuta e sci. Sono tre anni che non andiamo in montagna.

 

LORENZO

Andiamo domani pomeriggio, se vuoi.

 

Arianna posa i piatti e annuisce, senza riuscire a parlare.

 

ARIANNA

Scusa un attimo.

 

La donna esce dalla stanza e Lorenzo la guarda perplesso.

 

Il ragazzo si alza silenziosamente e, sempre attento a non far rumore, segue la madre.

Attraverso la porta socchiusa della camera la osserva seduta sul letto, in lacrime.

 

Rimaniamo su questa immagine per qualche secondo, osservando la donna singhiozzare, poi Lorenzo torna in cucina e finisce di sparecchiare.

 

Dissolvenza in nero.

 

 

SCENA 11

 

E’ mattina. Lorenzo si sveglia nel suo letto in cantina e si stiracchia, poi va a chiudersi nel piccolo bagno.

 

Uno stacco e lo ritroviamo impegnato a far colazione.

 

Dopo qualche secondo squilla il cellulare. Il ragazzo leva gli occhi al cielo, evidentemente convinto che sia nuovamente la madre.

 

Prende in mano il telefono, ma sul display compare un numero non memorizzato.

Lorenzo aggrotta le sopracciglia e risponde.

 

LORENZO

Pronto?

 

VFC (ragazza)

Ciao fratellino! Sono Olivia.

 

Lorenzo appare sorpreso.

 

LORENZO

Olivia… Ciao…

 

VFC (Olivia)

Come stai?

 

LORENZO

Io… Bene, grazie. E tu?

 

VFC (Olivia)

Bene. Scusami se ti disturbo, mi ha dato il tuo numero zia Roberta. Senti, ti volevo chiedere una cosa… Sai se tua madre e papà sono in casa?

 

LORENZO

Uhm… Non so. Io sono in settimana bianca.

 

VFC (Olivia)

Ah, peccato… Be’, ti starai divertendo.

 

LORENZO

Sì, certo.

 

VFC (Olivia)

Buon per te. Ma dimmi… Di solito, a quest’ora, papà e tua madre sono in casa?

 

Lorenzo sembra perplesso. Controlla l’orologio: sono le 9,30.

 

LORENZO

Dipende… Papà di solito è al lavoro, a quest’ora. La mamma a volte va in palestra, a volte a passeggio, o in galleria… Non ha abitudini fisse.

 

Qualche secondo di silenzio.

 

VFC (Olivia)

Ho capito… E se non ci sono loro, c’è qualcuno?

 

LORENZO

No, direi di no. Ma perché…

 

VFC (Olivia)

Senti, mi fai un favore?

 

LORENZO

Dimmi.

 

VFC (Olivia)

Non dire a nessuno che ti ho chiamato.

 

LORENZO

Va bene.

 

VFC (Olivia)

Promettilo.

 

LORENZO

Te lo prometto.

 

VFC (Olivia)

Bravo. Divertiti a sciare. C’è neve?

 

LORENZO

Un po’.

 

VFC (Olivia)

Allora ti saluto. E mi raccomando, acqua in bocca.

 

LORENZO

Va bene. Ciao.

 

Lorenzo riattacca e guarda il telefono, perplesso.

 

Comincia una musica: “La testa nel secchio”, Francesco De Gregori.

 

Il ragazzo riprende a far colazione, poi lo vediamo leggere, lavarsi, giocare con la playstation.

 

A un certo punto prende il cellulare e scrive un sms, che la telecamera ci mostra: “Mamma, stiamo andando in un rifugio in alta montagna, dove il cellulare non prende. Ti chiamo domani. TVB”

Invia il messaggio e poi posa il telefono, riprendendo le proprie attività.

 

Osserviamo Lorenzo mentre ascolta un po’ di musica con l’iPod, si prepara un panino con maionese e funghetti sott’olio, si stende sul letto per un sonnellino.

 

La musica sfuma mentre Lorenzo chiude gli occhi e lo schermo si fa scuro.

 

 

SCENA 12

 

Lo schermo è ancora nero quando sentiamo il rumore di qualcuno che armeggia con una serratura.

 

Lorenzo spalanca gli occhi, riportando la luce e le immagini. Si volta verso la porta, allarmato, ma non sembra riuscire a muoversi. Sta anche trattenendo il respiro.

 

Il rumore prosegue. Evidentemente chi si trova all’esterno ha difficoltà ad aprire.

 

Lorenzo allora reagisce. Salta giù dal letto e con il ginocchio sinistro colpisce lo spigolo del comodino.

Trattiene un grido di dolore e zoppicando riesce a raggiungere l’interruttore della luce.

Spegne e corre a infilarsi in un angolo, tra un armadio e il muro. Prende quindi un tappeto arrotolato e lo alza in piedi, riuscendo a coprire quasi completamente il proprio nascondiglio.

 

Resta in attesa qualche secondo, durante il quale viene da pensare che chi fuori stesse provando abbia rinunciato. Invece ecco un nuovo tentativo e la porta che si apre.

 

Lorenzo sbircia attraverso una fessura e quando la luce si accende vediamo, dalla sua soggettiva, che è appena entrata una ragazza (Nina Torresi). Si sta guardando intorno perplessa, osservando il “bunker” di Lorenzo.

 

 

 

RAGAZZA

C’è nessuno?

 

Lorenzo cerca di nascondersi ancora di più, ma questo movimento provoca rumore e la ragazza si volta nella sua direzione.

 

RAGAZZA

Esci da lì. Ti ho visto.

 

Lui rimane immobile.

 

RAGAZZA

Avanti… Esci fuori da lì.

 

Lorenzo sospira e lascia cadere il tappeto in una nuvola di polvere.

 

LORENZO

Ciao Olivia.

 

Lei lo guarda con uno strano sorriso.

 

OLIVIA

Ma che ci fai qui? Perché ti sei nascosto?

 

Lorenzo esce dal pertugio e si siede sul letto, sconsolato. Non risponde alla domanda.

 

Lei si stringe nelle spalle.

 

OLIVIA

Lascia perdere. Non mi interessa.

 

La ragazza si guarda intorno.

 

OLIVIA

Sto cercando uno scatolone che ho dato a mio… a nostro padre. Credo sia qui.

 

Lorenzo sembra sollevato dal fatto che Olivia non faccia ulteriori domande sul suo conto.

 

LORENZO

D’accordo. Com’è questo scatolone?

 

OLIVIA

E’ grande. Bianco. E c’è scritto sopra Olivia.

 

Lorenzo annuisce e si alza in piedi. Entrambi iniziano a cercare lo scatolone, ma in mezzo alla cianfrusaglia stipata in cantina non sembra un’impresa facile.

 

OLIVIA

Uff… Non si trova. Vedi come tuo padre ci tiene alle mie cose?

 

LORENZO

E’ anche tuo padre.

 

OLIVIA

Sì, è vero.

 

Poi il suo volto si illumina.

 

OLIVIA

Eccolo qui!

 

Lorenzo si volta e anche la telecamera inquadra lo scatolone indicato da Olivia, nascosto tra alcune vecchie mattonelle da giardino e un sacco di cemento.

 

OLIVIA

Ma guarda un po’ dove l’avevano messo…

 

La ragazza cerca di sollevarlo, ma sembra faticare.

 

OLIVIA

Mi aiuti? Pesa troppo.

 

Lorenzo raggiunge la sorellastra e insieme sollevano lo scatolone e lo posano su un vecchio comodino.

 

Olivia toglie lo scotch e apre lo scatolone, iniziando a tirare fuori da esso libri, cd, vestiti e trucchi. Poi sembra aver trovato quello che cercava.

 

OLIVIA

Eccolo!

 

Estrae un libro e inizia a sfogliarlo rapidamente. Nel corso dell’operazione si rabbuia, sotto lo sguardo perplesso di Lorenzo.

 

OLIVIA

Cazzo, erano qui… Non ci posso credere. Quel bastardo di Antonio deve averli trovati.

 

Scuote il libro prendendolo dalle due pagine di copertina, ma non viene fuori niente.

In un gesto di rabbia lo scaglia allora dall’altra parte della stanza.

 

OLIVIA

Vaffanculo! Vaffanculo!! Ti odio! Pure questi ti sei preso.

 

Si siede sul letto, guardando il soffitto e trattenendo le lacrime.

 

OLIVIA

E ora come cazzo faccio?

 

Lorenzo si azzarda a rivolgerle una domanda.

 

LORENZO

Che c’era dentro?

 

Lei lo guarda come se si fosse ricordata solo in quel momento della sua presenza.

 

OLIVIA

Hai soldi?

 

LORENZO

Cosa?

 

OLIVIA

Soldi. Ho bisogno di soldi.

 

LORENZO

No, mi dispiace…

 

Lei lo squadra con sguardo indagatore.

 

OLIVIA

Dimmi la verità.

 

Lui scuote la testa e allarga le braccia.

 

LORENZO

Giuro. Non ne ho.

 

Lei lo scruta un istante ancora, poi si alza in piedi.

 

OLIVIA

Fammi un favore. Rimetti tutto dentro e richiudi lo scatolone.

 

Si avvia rapidamente verso l’uscita.

 

OLIVIA

Ciao.

 

Apre la porta e fa per andarsene. Lorenzo la trattiene.

 

LORENZO

Olivia?

 

Lei si volta a guardarlo.

 

OLIVIA

Che c’è?

 

LORENZO

Per favore, non dire a nessuno che sono qua. Se lo dici sono finito.

 

Olivia lo fissa negli occhi per qualche istante, poi annuisce.

 

OLIVIA

Va bene, non lo dico.

 

LORENZO

Grazie.

 

Lei fa un mezzo sorriso, poi esce dalla cantina.

 

Primo piano di Lorenzo.

 

Stacco.

 

 

SCENA 13

 

Lorenzo è nel bagno della cantina. Lo vediamo tirare l’acqua del water e poi lavarsi le mani.

 

Quando esce si dirige verso il comodino e inizia a rimettere a posto le cose di Olivia dentro lo scatolone.

 

A un certo punto, da un libro cadono due buste. Lorenzo si china a raccoglierle e spinto dalla curiosità ne apre una. Dentro ci sono delle foto, che la telecamera ci mostra da vicino. In una c’è Olivia stesa su un divano di velluto rosso, con indosso solo una camicia da uomo da cui si vede un pezzo di seno. In un’altra è seduta su una sedia e con la sigaretta in bocca si sta mettendo le calze.

 

Lorenzo sfoglia le foto, sorpreso. Si sofferma infine su una in particolare: Olivia è presa da dietro, con la testa girata verso l’obiettivo e con i lunghi capelli che le cadono sulla schiena nuda.

Lorenzo rimane diversi secondi a osservarla, poi rimette le foto nella busta.

 

Prende allora l’altra e la rigira tra le mani. E’ senza indirizzo e non è affrancata. La apre e ne estrae una lettera, che si mette a leggere.

 

VFC (Olivia)

Caro papà, ti scrivo per ringraziarti dei soldi. Ogni volta che mi tiri fuori dai casini usando le tue finanze mi domando: e se al mondo non esistesse il denaro, come farebbe mio padre ad aiutarmi? E poi mi domando se sono i sensi di colpa o l’amore che provi per me che ti spinge a farlo. Sai che ti dico? Non lo voglio sapere.

 

Lorenzo muove qualche passo verso il letto, continuando a leggere.

 

VFC (Olivia)

Sono stata fortunata ad avere un padre come te, che mi lascia fare le mie esperienze e quando sbaglio, praticamente sempre, mi aiuta. Ora però basta, non voglio più che mi aiuti.

 

Lorenzo si siede sul letto.

 

VFC (Olivia)

Io non ti sono mai piaciuta, lo so. Ti sto antipatica e quando sei con me sei sempre troppo serio. Forse perché sono la prova vivente di una storia tutta sbagliata e ogni volta che mi pensi ti ritorna in mente la stronzata che hai fatto a sposarti con mia madre. Io però non ho colpa per questo.

 

Lorenzo si rialza in piedi e riprende a passeggiare, sempre leggendo la lettera.

 

VFC (Olivia)

Di questo ne sono certa, di tutto il resto no. Chissà, se ti avessi cercato di più, se avessi cercato di rompere il muro che ci divideva, forse sarebbe stato diverso… Ho pensato che se dovessi scrivere un libro che racconta la mia vita, il capitolo su di te lo intitolerei “Diario di un odio”.

 

Lorenzo appoggia la lettera sul tavolo.

 

VFC (Olivia)

Comunque devo imparare a non odiarti, quando mi arrivano i tuoi soldi e quando mi telefoni per chiedermi come va. Ti ho odiato troppo, senza risparmiarmi, e sono stanca di farlo. Quindi ti ringrazio ancora, ma d’ora in poi anche se ti viene l’istinto di aiutarmi, reprimilo. Tu sei il maestro della repressione e del silenzio… Tu figlia, Olivia.

 

Inquadratura del volto di Lorenzo, che appare imperturbabile.

 

Dopo qualche secondo piega il foglio e lo infila nuovamente nella busta. Poi rimette tutto a posto e chiude lo scatolone.

 

Dissolvenza in nero.

 

 

SCENA 14

 

Il nero dello schermo diventa penombra, mentre vediamo Lorenzo che dorme steso sul letto della cantina.

 

D’un tratto sentiamo un lieve picchiettare, che si trasforma presto in un vero e proprio bussare.

 

Lorenzo si sveglia e si volta verso la finestrella, fuori dalla quale troviamo Olivia, che gli fa segno di aprire.

 

Il ragazzo si alza sbuffando e va a spalancare la finestra.

 

LORENZO

E ora che vuoi?

 

OLIVIA

Cazzo, bussavo da mezz’ora.

 

LORENZO

Dormivo… Che c’è?

 

OLIVIA

Ho bisogno di ospitalità, fratellino.

 

LORENZO

In che senso?

 

OLIVIA

Nel senso che non so dove andare a dormire.

 

LORENZO

E vuoi dormire qui?

 

OLIVIA

Bravo.

 

LORENZO

Non esiste.

 

OLIVIA

Perché?

 

LORENZO

Perché no. Questa è la mia cantina. Ci sto io qui. E’ pensata per uno solo.

 

Lei lo guarda come se lui stesse scherzando.

 

LORENZO

Scusami, è così. Non posso proprio…

 

Lei scuote il capo, incredula.

 

OLIVIA

Fa un freddo bestiale, qua fuori… Non so davvero dove cazzo andare. Ti chiedo un favore.

 

LORENZO

Mi dispiace.

 

Olivia si volta verso la strada.

 

OLIVIA

Lo sai, sei proprio figlio di tuo padre.

 

LORENZO

Nostro padre.

 

Lei tira fuori un pacchetto di sigarette dalla tasca e se ne accende una.

 

OLIVIA

Mi spieghi perché non posso stare qui stanotte? Che problema c’è?

 

Lorenzo per qualche istante non sa cosa dire, poi inizia a parlare in fretta.

 

LORENZO

Mi scombini tutto! Non c’è posto. E’ pericoloso. Io sono qui in incognito, non posso aprirti. Vai da qualche altra parte, davvero. Anzi, ho un’idea, suona su. Ti faranno dormire nella stanza degli ospiti. Starai benissimo.

 

OLIVIA

Piuttosto che dormire da quei due stronzi, vado su una panchina di Villa Borghese.

 

Lorenzo dà un calcio al muro.

 

LORENZO

Per favore… Ti prego… qui è tutto in ordine, ho organizzato le cose benissimo, in maniera perfetta. E adesso arrivi tu e fai un casino…

 

Olivia aspira dalla sigaretta, cercando di mantenere la calma.

 

OLIVIA

Allora, fratellino… Lorenzo. Ascoltami bene. Io sono stata buona. Oggi pomeriggio tu mi hai chiesto di non dire niente e io non ho detto niente. Non ti ho chiesto niente. Non lo voglio neanche sapere, sono affari tuoi. Ti sto chiedendo un favore e basta… La porta esterna è chiusa a chiave e io non ce l’ho. Devo avere delle copie vecchie. Esci un attimo e aprimi. Nessuno ci vedrà.

 

LORENZO

No. Ho giurato che non uscivo.

 

OLIVIA

A chi l’hai giurato?

 

LORENZO

A me stesso.

 

OLIVIA

Allora sai che faccio? Adesso mi attacco al citofono e gli dico che stai in cantina. Che ne dici?

 

LORENZO

Non lo faresti mai…

 

OLIVIA

Ah, no? Tu non mi conosci…

 

Aspira nuovamente dalla sigaretta e poi la getta a terra, alzandosi in piedi.

 

Lorenzo la afferra per una caviglia.

 

LORENZO

Fermati, ti prego…

 

Lei torna a chinarsi.

 

OLIVIA

Allora, apri o devo andare a suonare?

 

Lorenzo sospira, sconsolato.

 

LORENZO

E va bene… Però domattina te ne vai, me lo prometti?

 

OLIVIA

Promesso.

 

LORENZO

Arrivo. Vai alla porta.

 

Lorenzo prende le chiavi, esce dalla cantina e percorre il corridoio che porta all’esterno. Quando arriva in fondo apre la porta con le chiavi.

Dietro c’è una sorridente Olivia.

 

OLIVIA

Grazie, fratellino.

 

Stacco.

 

 

SCENA 15

 

Siamo di nuovo nella cantina.

 

Olivia va a sedersi sul divano. Si toglie gli stivali, incrocia le gambe e si accende un’altra sigaretta.

 

Lorenzo, subito, va ad aprire la finestra.

 

OLIVIA

E’ proprio un bel posto, questo. Si sta veramente bene.

 

LORENZO

Grazie.

 

OLIVIA

Hai qualcosa da bere?

 

LORENZO

C’è del succo di frutta, della coca cola calda e dell’acqua.

 

OLIVIA

Non hai della birra?

 

LORENZO

No, non bevo.

 

OLIVIA

Allora un po’ di succo.

 

Lorenzo va al tavolino delle cibarie, prende un cartone di succo e lo porta alla ragazza, che beve un lungo sorso e poi si appoggia allo schienale chiudendo gli occhi.

 

OLIVIA

Questo è il primo momento tranquillo della giornata. Credo di aver bisogno di riposare…

 

Aspira dalla sigaretta e butta fuori svogliatamente il fumo.

 

Lorenzo la guarda in silenzio per qualche secondo, poi si stende sul letto e si mette a leggere un libro. Ma ogni tanto osserva la sorellastra di nascosto.

Lei sembra addormentata, con la sigaretta che si sta lentamente consumando in mano.

 

LORENZO

Hai freddo? Vuoi una coperta?

 

Olivia ci mette qualche secondo a rispondere.

 

OLIVIA

Sì, grazie.

 

LORENZO

Ci sono quelle della contessa… Sono vecchie e un po’ puzzolenti, ma fanno caldo.

 

OLIVIA

La contessa?

 

LORENZO

Sì, quella che abitava a casa nostra prima di noi. Pensa che papà ha comprato la casa e non l’ha mandata via. Ha aspettato che morisse, per aiutarla. Quasi tutta la roba che è qua sotto è della contessa.

 

OLIVIA

Capisco… Ha comprato in nuda proprietà.

 

LORENZO

Cosa vuol dire?

 

OLIVIA

E’ quando uno, non avendo parenti o non avendo più un euro, si vende la casa a un prezzo basso ma ci può restare fino alla morte.

 

Lorenzo è perplesso.

 

OLIVIA

Aspetta, adesso te lo spiego bene…

 

Olivia si alza e getta la sigaretta fuori dalla finestra.

 

OLIVIA

Immagina che sei vecchio e non hai nessuno, hai appena quattro soldi di pensione e fai fatica a campare… Che fai, allora? Ti vendi la casa con te dentro e solo quando muori la casa e le cose dentro vanno a quello che l’ha comprata… Hai capito?

 

LORENZO

Sì. Ma se vivi ancora vent’anni?

 

Lei sorride.

 

OLIVIA

Chi ha comprato aspetta. E in genere succede proprio così.

 

LORENZO

E come mai?

 

OLIVIA

E chi lo sa? Forse è perché se la gente spera che tu muori, alla fine ti allunga la vita.

 

Lorenzo ci riflette su.

 

LORENZO

Quindi se hai comprato la casa devi sperare che il vecchio che ci sta dentro muoia presto… E’ brutto.

 

OLIVIA

Esatto… Quindi, tornando alla contessa, non è che nostro padre abbia comprato la casa e per spirito di carità abbia lasciato che la vecchia continuasse ad abitarci... Era il contratto che…

 

Olivia non finisce la frase. Chiude gli occhi mentre pronuncia le ultime parole e poi si affloscia sul divano.

 

Lorenzo spalanca gli occhi e si avvicina alla ragazza. La scuote un po’, poi avvicina l’orecchio al suo volto.

 

LORENZO

Olivia?

 

Nessuna risposta.

 

Lorenzo allora adagia la sorellastra più comodamente sul divano, poi prende una coperta da uno scaffale e gliela butta sopra.

 

La telecamera indugia qualche secondo ancora su Olivia, poi passa un primo piano di Lorenzo.

 

Dissolvenza in nero.

 

 

SCENA 16

 

Le immagini sullo schermo ricompaiono e troviamo Lorenzo che si sveglia ai primi raggi del sole mattutino. Qualche secondo per riprendersi e poi va subito a sincerarsi delle condizioni di Olivia.

 

La ragazza è sempre addormentata.

 

Lorenzo accende il cellulare e subito arrivano tre messaggi.

 

Leggiamo il primo: una chiamata da parte della madre.

Il secondo, sempre da parte della madre: “Chiamami, appena il telefono prende di nuovo.”

Il terzo, da parte del padre: “Ciao. Ti diverti? Chiama tua madre: è preoccupata.”

 

Lorenzo sbuffa e butta il cellulare sul letto.

Si dirige quindi verso il tavolo della colazione.

 

Dopo uno stacco lo ritroviamo impegnato in una partita a calcio alla playstation. Fuori campo sentiamo Olivia gemere e Lorenzo si volta nella sua direzione.

 

Viene inquadrata la ragazza, che faticosamente si tira su a sedere. Si stropiccia gli occhi e muove la lingua in bocca e sulle labbra.

 

OLIVIA

Acqua.

 

Lorenzo mette in pausa, posa il joypad e le porta dell’acqua. Olivia si attacca al collo della bottiglia, beve a lungo e poi la restituisce al fratellastro.

Inizia quindi a toccarsi braccia e gambe, facendo smorfie di dolore.

 

OLIVIA

Mi fa male dappertutto… E’ come se avessi del filo spinato dentro i muscoli.

 

LORENZO

Ti sarai presa l’influenza. Io qui non ho medicine. Dovresti andare in farmacia… La più vicina è quella in Piazz…

 

OLIVIA

Non ce la faccio ad andarmene.

 

LORENZO

Come? Mi avevi promesso che questa mattina te ne andavi.

 

Olivia si passa una mano sulla fronte sudata.

 

OLIVIA

E’ così che ti hanno educato? Ti hanno insegnato a essere uno stronzo. No… Non può essere solo educazione, ci dev’essere qualcosa di genetico nel tuo essere così bastardo.

 

Lorenzo diventa rosso e inizia a respirare in maniera accelerata, come se si stesse infuriando. Ma poi prende un lungo respiro e si calma.

Torna quindi a sedersi sul letto e riprende in mano il joypad.

 

OLIVIA

Guarda che se te ne stai nascosto e ti fai gli affari tuoi non vuol dire che sei una brava persona. E’ troppo facile pensare così.

 

LORENZO

Non basta il cibo per tutti e due. E poi bisogna stare in silenzio, qui. E poi… No, non esiste. Io devo stare solo.

 

Lei solleva le mani e si alza in piedi.

 

OLIVIA

D’accordo, me ne vado. Sei troppo stronzo.

 

LORENZO

Infatti.

 

OLIVIA

E sei fuori di testa.

 

LORENZO

Esatto.

 

OLIVIA

E puzzi pure.

 

Lorenzo allarga il collo della t-shirt e si annusa il petto.

 

LORENZO

Che me ne importa? Qui ci devo stare solo io. Posso puzzare quanto mi pare e piace.

 

Espressione disgustata di Olivia.

 

Improvvisamente il cellulare di Lorenzo si mette a suonare. Lui lo ignora, voltandosi verso lo schermo della tv e riprendendo a giocare.

 

OLIVIA

Che fai, non rispondi?

 

LORENZO

No.

 

OLIVIA

Perché?

 

LORENZO

Perché no.

 

Il cellulare però non accenna a smettere e la suoneria risuona tra le quattro pareti della cantina come sottofondo dell’immagine dei due ragazzi immobili.

 

Alla fine Lorenzo sbuffa e va a rispondere.

 

LORENZO

Ciao mamma!

 

VFC (Arianna)

Lorenzo! Tutto bene?

 

LORENZO

Sì.

 

VFC (Arianna)

Ti ho chiamato e ti ho lasciato un messaggio. Come mai non mi hai richiamata?

 

LORENZO

Non abbiamo avuto un momento libero… Stiamo sciando come pazzi.

 

VFC (Arianna)

Mi hai fatto preoccupare. Stai bene?

 

LORENZO

Certo.

 

VFC (Arianna)

Mi passi la madre di Alessia?

 

LORENZO

Adesso non può… Mi richiami dopo?

 

VFC (Arianna)

No! Ora basta, Lorenzo. O mi fai parlare con la madre di Alessia o chiamo i genitori degli altri ragazzi. Basta con questa storia, cosa mi nascondi?

 

Lorenzo non sa che fare. E’ evidente che ha compreso di non poter tergiversare ulteriormente.

Poi alza lo sguardo su Olivia.

 

LORENZO

Eccola laggiù! Aspetta che vado da lei…

 

Lorenzo copre il microfono e guarda Olivia speranzoso.

 

LORENZO

Per favore, aiutami. Devi far finta di essere la madre di Alessia.

 

Sorriso beffardo sul volto di Olivia.

 

LORENZO

Mamma pensa che stia a Cortina a sciare, da una mia compagna di classe che si chiama Alessia Roncato, che mi ha invitato a una settimana bianca. Devi solo dirle che sto bene, che va tutto bene e che ci stiamo divertendo.

 

Olivia scuote la testa.

 

OLIVIA

Non penso proprio…

 

LORENZO

Ti prego.

 

OLIVIA

Neanche morta.

 

LORENZO

Se scopre che non sono andato a sciare mi mandano di nuovo dallo psicologo.

 

OLIVIA

Ho detto di no. Non tiro fuori dalla merda uno stronzetto egoista che mi caccia dalla sua cantina pulciosa.

 

Lui sospira, sconfitto.

 

LORENZO

Va bene. Se ci parli puoi restare.

 

Lei si china a raccogliere i suoi stivali.

 

OLIVIA

E chi ci vuole rimanere in questa topaia?

 

LORENZO

Giuro che faccio tutto quello che vuoi.

 

Lei lo guarda trionfante.

 

OLIVIA

In ginocchio.

 

LORENZO

In ginocchio?

 

OLIVIA

In ginocchio.

 

Lorenzo ubbidisce.

 

OLIVIA

Ripeti: io, Lorenzo Cuni, giuro sulla testa dei miei genitori che sarò lo schiavo di Olivia Cuni.

 

LORENZO

Dai, che sta aspettando al telefono…

 

OLIVIA

Ripeti.

 

LORENZO

Io, Lorenzo Cuni, giuro sulla testa dei miei genitori che sarò lo schiavo di Olivia Cuni.

 

OLIVIA

Per tutto il resto della vita…

 

LORENZO

Cosa? Sei impazzita?

 

Lo sguardo di Olivia è eloquente.

 

LORENZO

Per tutto il resto della vita…

 

OLIVIA

E sarò sempre gentile e disponibile con lei.

 

LORENZO

E sarò sempre gentile e disponibile con lei.

 

Olivia sembra soddisfatta.

 

OLIVIA

Tua madre conosce questa signora?

 

LORENZO

No.

 

OLIVIA

Come hai detto che si chiama la figlia?

 

LORENZO

Alessia. Alessia Roncato.

 

Olivia allunga la mano e Lorenzo le passa istantaneamente il cellulare. Poi si alza in piedi, ansioso.

 

OLIVIA

Pronto, signora Cuni! Buongiorno… Come va?

 

Lorenzo, per l’ansia, inizia a mordersi una mano.

 

OLIVIA

Certo… Certo… Sì, Lorenzo me l’ha detto. Mi scusi se non l’ho chiamata io. No, è colpa mia… Abbiamo avuto un sacco da fare. Sa in montagna com’è... Ma si figuri, si figuri… E’ solo un piacere. E’ un ragazzo così educato… Ma certo, diamoci del tu. Comunque qui tutto bene. Come dici? Se c’è neve?

 

Olivia guarda interrogativamente Lorenzo, che risponde sottovoce.

 

LORENZO

Un po’.

 

OLIVIA

Un po’. Alessia è molto contenta. Tuo figlio, lasciamelo dire, è un simpaticone. Ci fa ridere tutti. E’ davvero un piacere averlo con noi. E’ un ragazzo così generoso…

 

Lorenzo, come d’istinto, applaude due volte.

 

LORENZO

Sei grande!

 

OLIVIA

Ma certo, che ci risentiamo… Comunque ti richiamiamo noi, d’accordo? Ma certo, a presto… Buona giornata anche a te. Va bene, va bene… Grazie, grazie…

 

Olivia riattacca.

 

Lorenzo alza le mani in segno di esultanza.

 

LORENZO

Evvai! Sei bravissima. Eri uguale identica alla madre di Alessia. Ma che, la conosci?

 

Lei si stringe nelle spalle.

 

OLIVIA

Conosco il tipo.

 

Olivia appoggia il cellulare sul letto, poi con passo zoppicante si avvicina al muro. Si appoggia con una mano… e vomita.

 

Primo piano sbalordito di Lorenzo.

 

Dissolvenza incrociata.

 

 

SCENA 17

 

Lorenzo è seduto per terra, accanto alla porta del bagno della cantina. Oltre di essa sentiamo provenire conati di vomito.

 

Dopo qualche secondo tutto rimane in silenzio e Olivia esce barcollando dal bagno.

 

Lorenzo si alza in piedi e le offre un appoggio fino al divano.

 

Olivia si stende e si toglie i pantaloni, come se le dessero fastidio.

 

OLIVIA

Eccoci, cazzo. E’ arrivata, cazzo.

 

Lorenzo prende la coperta e gliela posa sopra.

 

LORENZO

Cos’è che è arrivata?

 

OLIVIA

Niente… Non è niente.

 

LORENZO

Ma che hai? La tua malattia si attacca?

 

OLIVIA

No. Tu non ti preoccupare. Non badare a me e fai le tue cose come se io non ci fossi. D’accordo?

 

Lui annuisce.

 

LORENZO

D’accordo.

 

Parte una canzone: “Finestre di dolore”, Francesco De Gregori.

 

Lorenzo si siede sul letto, prende in mano il joypad e riprende la partita a calcio lasciata in pausa da prima.

Mentre gioca, però, lancia continuamente occhiate in direzione di Olivia, che non sembra riuscire a stare ferma: la ragazza suda, cambia posizione, si avvolge nella coperta e poi la butta via, si lamenta…

 

Lorenzo continua a fingere di giocare, ma non riesce a ignorare Olivia, che si toglie il maglione rimanendo in reggiseno. E’ sudatissima e si capisce che sta soffrendo molto.

 

Lorenzo aggrotta le sopracciglia notando qualcosa.

 

La telecamera ci mostra di cosa si tratta: sulle braccia magrissime vediamo delle macchie violacee costellate di puntini rossi.

 

Lorenzo si alza e si dirige verso lo zaino di Olivia, che non bada a lui.

Il ragazzo controlla il contenuto dello zaino. Dentro c’è un portafoglio consumato, un agenda piena di fogli, un cellulare e delle siringhe chiuse nella plastica.

 

Primo piano di Lorenzo, sul cui volto appare ora consapevolezza.

 

Torna verso il letto e in quel momento Olivia parla.

 

La musica si abbassa di volume, rimanendo appena appena in sottofondo.

 

OLIVIA

Devo mangiare qualcosa…

 

LORENZO

Cosa vuoi?

 

OLIVIA

Un biscotto… Un po’ di pane…

 

Lorenzo prende il sacchetto dei biscotti e quello del pan carré e li appoggia sul divano, accanto alla ragazza.

Olivia affonda una mano nel sacchetto dei biscotti e ne mangia uno. Poi fa per prendere il pane, ma lo butta sul pavimento.

 

Si mette faticosamente a sedere.

 

OLIVIA

Mi voglio lavare… Mi faccio schifo.

 

Lorenzo sembra un pugile suonato, ma riesce a rispondere.

 

LORENZO

C’è solo acqua fredda.

 

OLIVIA

Non importa. Devo reagire.

 

La ragazza si alza e barcolla verso il bagno.

 

La musica torna a tutto volume, mentre seguiamo Lorenzo che si aggira senza meta per la cantina, disorientato.

 

Dopo un po’ sentiamo un tonfo. Lorenzo corre in bagno e trova Olivia a terra, piegata tra il water e il lavandino. Sta cercando di sollevarsi, ma non ci riesce, come una tartaruga rivoltata sul dorso. Le sue gambe scivolano sulle mattonelle bagnate e con le braccia non riesce ad aggrapparsi a nulla.

 

Olivia vede Lorenzo e gli urla contro.

 

OLIVIA

Esci!! Fuori di qua! Chiudi quella cazzo di porta!

 

Lorenzo esce subito. Tornato nella cantina, si guarda intorno senza sapere che fare, poi rovista in mezzo a un mucchio di scatoloni e trova una vecchia vestaglia, probabilmente della contessa.

La appende alla maniglia e poi va a sedersi sul letto.

Spegne la playstation, prende in mano un libro, ma lo rimette subito a posto.

 

Un rumore lo fa voltare verso la porta del bagno: è Olivia, che sta uscendo avvolta in un asciugamano sporco. La ragazza vede la vestaglia e la prende in mano.

Senza dire una parola, la indossa, si sdraia sul divano e volta le spalle a Lorenzo.

 

La musica continua a suonare, mentre con diverse dissolvenze incrociate vediamo Olivia nel calvario della sua crisi di astinenza e Lorenzo che cerca in qualche maniera di accudirla e confortarla.

 

Quando la musica sfuma, assistiamo al culmine. Olivia si alza improvvisamente dal divano e inizia a prendere a calci tutto quello che trova sulla sua strada, gridando come una pazza.

 

Lorenzo la raggiunge e le blocca i polsi.

 

LORENZO

Basta! Fermati! Zitta!!

 

Lei non smette.

 

LORENZO

Devi stare zitta. Così ci sentiranno tutti! Olivia, ti prego…

 

Lei lo guarda con occhi iniettati di sangue.

 

OLIVIA

Ti prego un cazzo. Ma vaffanculo! Rimettiti a giocare con la tua playstation di merda, povero scemo.

 

Dà un calcio a un cane di ceramica, che cade rompendosi la testa.

 

LORENZO

Per favore… Per favore… Non fare così… Siamo finiti se fai così, lo capisci?

 

OLIVIA

Levati di mezzo. Giuro su Dio che ti ammazzo.

 

Si libera dalla presa di Lorenzo, afferra una lampada e gliela getta contro. Lorenzo la schiva per un pelo, ma la lampada va in frantumi facendo un gran baccano.

 

Lorenzo resta in ascolto un secondo, poi diventa rosso di rabbia. Anche lui scoppia ad urlare.

 

LORENZO

No! Io ti ammazzo!

 

Abbassa la testa e carica la ragazza.

 

LORENZO

Tu mi devi lasciare in pace! Lo vuoi capire?

 

Allunga le braccia e spinge con violenza Olivia, che vola all’indietro e cade a terra sbattendo contro un armadio.

 

LORENZO

Cosa vuoi da me? Vattene!

 

Lei si alza in piedi e gli molla un ceffone.

 

OLIVIA

Stronzo! Non ti permettere.

 

Lui la fissa con rabbia.

Lei fa per darle un altro ceffone, ma lui le afferra il braccio.

 

LORENZO

Vai via, drogata di merda!

 

Lei si divincola e nella lotta i due finiscono sul divano. Lui sopra, lei sotto.

Olivia scalcia e molla pugni in aria cercando di liberarsi, ma Lorenzo è più forte di lei e la blocca di nuovo.

Ferma il suo viso a dieci centimetri da quello di lei e urla.

 

LORENZO

Che cosa cazzo vuoi da me? Dimmelo!

 

Lei cerca nuovamente di liberarsi, ma a un tratto, come priva forze per combattere, si lascia andare arrendendosi. Lorenzo le crolla addosso.

 

I due rimangono immobili e ansimanti per qualche secondo, poi Lorenzo si alza in piedi e si allontana.

Trema tutto.

 

Olivia è girata verso lo schienale del divano e piange.

 

LORENZO

Basta.

 

Il ragazzo va verso il proprio giubbotto appeso a un chiodo, tira fuori il proprio portafoglio e prende 200 euro.

Torna verso Olivia e glieli getta in faccia.

 

LORENZO

Tieni. Usa questi. Prendili e vattene.

 

Olivia si gira e nel farlo i soldi cadono a terra. Lei resta a fissarli inebetita.

 

OLIVIA

Che figlio di puttana… Lo sapevo che li avevi.

 

Si china a raccoglierli e li stringe nel pugno. Poi afferra i pantaloni, ma non accenna a metterseli.

 

OLIVIA

No. Non posso…

 

Lascia cadere a terra soldi e pantaloni.

 

OLIVIA

Ho giurato che smettevo. E questa volta… smetto… sennò è finita.

 

Lorenzo rimane immobile a guardarla mentre scoppia nuovamente a piangere.

 

OLIVIA

Sono una merda… Gliel’ho… data… Gliel’ho data… Ma come ho fatto?

 

Alza lo sguardo verso Lorenzo.

 

OLIVIA

Ho scopato con uno schifoso per una dose. Quel maiale mi ha scopato in mezzo alle macchine. Che schifo… Dillo che faccio schifo. Dillo, ti prego…

 

Si accascia a terra, rantolando e singhiozzando..

 

Lorenzo è frastornato. Osserva la sorellastra a terra, tra i soldi e i pantaloni, disperata.

Qualcosa sembra sciogliersi, dentro di lui.

 

LORENZO

Scusami. Non volevo farti male. Mi dispiace…

 

Fa due passi e aiuta Olivia a rialzarsi, prendendola da sotto le braccia.

 

Lei è come se non avesse più fiato, come se qualcosa le otturasse la gola.

 

Lorenzo le due colpi sulla schiena.

 

LORENZO

Non morire. Ti prego, non morire. Adesso ti aiuto io. Ci penso io.

 

Lorenzo continua a batterle sulla schiena e lei, all’improvviso, prende un lungo respiro.

 

OLIVIA

Non muoio… Ci vuole altro per ammazzarmi.

 

Lorenzo la guarda negli occhi, poi l’abbraccia, appoggia la fronte sul suo collo e inizia a piangere.

 

Dall’espressione di Olivia è difficile dire se è più stanca o più sorpresa.

 

Stacco.

 

 

SCENA 18

 

Olivia è seduta sul divano, sempre con indosso la vestaglia della contessa e una coperta sulle spalle.

 

Lorenzo è in piedi a guardarla.

 

LORENZO

Ti va un po’ di coca-cola? Un panino?

 

Lei non risponde.

 

LORENZO

Vuoi che chiami papà?

 

Lei reagisce e lo guarda negli occhi.

 

OLIVIA

No, ti prego. Non lo fare.

 

LORENZO

Allora come posso aiutarti?

 

OLIVIA

Mi vuoi aiutare veramente?

 

Lorenzo annuisce.

 

OLIVIA

Allora devi trovarmi dei sonniferi. Ho bisogno di dormire… Così non ce la faccio più.

 

LORENZO

Ho solo dell’Aspirina e della Tachipirina.

 

Lei scuote la testa.

 

OLIVIA

No, non vanno bene.

 

Lorenzo ci pensa su un po’, poi sembra aver preso una decisione.

 

LORENZO

Esco e vado in farmacia a comprartene un po’.

 

Lei scuote la testa, di nuovo.

 

OLIVIA

Non te li danno senza la ricetta di un medico.

 

Lui ci rimane male. Inizia allora a passeggiare per la stanza, cercando di riflettere. Poi, all’improvviso, si blocca.

 

LORENZO

So dove trovare le medicine. Ci penso io. Tu stai qua. Torno presto.

 

Lorenzo si avvia a passo svelto verso l’uscita. Si infila il giubbotto e se ne va.

 

Olivia si stende sul divano e chiude gli occhi.

 

Stacco.

 

 

SCENA 19

 

Seguiamo Lorenzo mentre esce con circospezione dal palazzo, poi dal giardino e si incammina in strada.

 

Lo ritroviamo, dopo uno stacco, su un tram. E’ in piedi davanti alla porta di uscita e sembra molto impaziente.

 

Un altro stacco e vediamo il tram dall’esterno mentre riparte dopo una fermata. Lorenzo è appena sceso e vediamo che entra in una clinica.

 

Lorenzo percorre a passo svelto il corridoio di un reparto e poi, con cautela, entra dentro una delle stanze.

 

Dentro vediamo una donna sui settant’anni, stesa su un letto (Milena Vukotic). E’ piccola e magra e sembra che stia dormendo.

 

Lorenzo entra allora di soppiatto e si avvicina all’armadio. Lo apre e su uno scaffale vediamo che ci sono diversi medicinali. Il ragazzo li esamina uno ad uno, finche non trova del Roipnol.

Esultante se lo mette in tasca.

 

VFC (DONNA)

Lorenzo, sei tu?

 

Lui si volta verso la donna, che si è svegliata. Chiude l’armadio e va verso di lei.

 

LORENZO

Sì, nonna. Sono io.

 

NONNA

Lorenzo, sei venuto a trovarmi?

 

LORENZO

Sì.

 

NONNA

Bravo… Siediti vicino a me.

 

Lui obbedisce, anche se riluttante.

 

LORENZO

Nonna, io dovrei…

 

NONNA

Dammi la mano.

 

Lorenzo stringe la mano della nonna.

 

NONNA

Che ore sono?

 

Lorenzo guarda l’orologio sul muro.

 

LORENZO

Le due e dieci.

 

NONNA

Di mattina? O…?

 

LORENZO

Di pomeriggio, nonna.

 

La donna si sposta leggermente, cercando una posizione più comoda.

 

LORENZO

Ti fa male?

 

Lei si tocca il petto.

 

NONNA

Qui… Non smette mai.

 

Sospira.

 

NONNA

Mi dispiace che mi vedi soffrire. Com’è brutto morire così.

 

LORENZO

No, che non muori…

 

Lei sorride.

 

NONNA

No, non ancora. Questo mio corpo non se ne vuole andare. Non vuole capire che è finita.

 

Lorenzo rimane in silenzio per qualche secondo, poi guarda la porta.

 

LORENZO

Nonna, io devo andare… Posso abbracciarti?

 

Lei fa cenno di sì con la testa.

 

Lorenzo si alza e l’abbraccia.

 

LORENZO

Ti voglio bene, nonna.

 

NONNA

Anch’io. Sono contenta che alla fine hai avuto il coraggio di venire a trovarmi da solo. Ora, forse, posso morire in pace. Sei cresciuto…

 

Primo piano di Lorenzo, il cui viso si riga di una lacrima.

 

Con uno stacco passiamo all’esterno della clinica, da cui vediamo uscire Lorenzo di corsa.

 

Dissolvenza in nero.

 

 

SCENA 20

 

La scena si apre su Lorenzo nascosto davanti a un cassonetto, di fronte al palazzo dove abita. In giardino vediamo il custode che spazza le foglie secche, con la consueta calma.

 

Lorenzo fa per prendere il telefono dalla tasca, ma non ce l’ha.

 

LORENZO

Maledizione…

 

Lorenzo resta ancora in attesa, ma l’uomo non se ne va.

 

Dopo qualche secondo vediamo uscire un condomino, che si mette a parlare con il custode.

 

Lorenzo decide che è il momento adatto. Entra di corsa nel giardino, tenendosi rasente al muro. I due uomini gli danno le spalle e così riesce ad avanzare di qualche metro verso il retro del palazzo.

In quella direzione però scopriamo che il passaggio è bloccato da altri due condomini, che si sono fermati a chiacchierare vicino alle loro auto.

 

Preso tra due fuochi, a Lorenzo non resta che un’alternativa: corre il più velocemente possibile verso il palazzo e si arrampica all’interno dell’unica finestra aperta che trova al pianterreno.

 

Lorenzo atterra in una cucina, sopra un tavolo apparecchiato per uno. Fa cadere a terra posate e una ciotola di insalata, che si sparpaglia per il pavimento.

 

Lorenzo si immobilizza, aspettando che qualcuno gli dica qualcosa, ma in casa sembra non esserci nessuno.

La foto su una parete che immortala il custode che mostra trionfante una trota gigante appena pescata fa tirare al ragazzo un sospiro di sollievo.

 

Riprendendosi in fretta, Lorenzo fa per uscire di corsa dalla cucina, ma poi gli viene in mente una cosa. Apre il frigorifero e individua un cartone da quattro lattine di birra.

Con un sorriso se le mette sottobraccio e schizza fuori.

 

Stacco.

 

 

SCENA 21

 

Lorenzo entra in cantina, raggiante.

 

LORENZO

Olivia, guarda! Ho anche le bir…

 

Il ragazzo si pietrifica.

 

La telecamera ci mostra allora la stanza e subito vediamo Olivia stesa sul letto di Lorenzo, a gambe aperte, con un braccio buttato sul cuscino. Gli occhi sono chiusi e un rivolo di saliva le cola sul mento.

 

Lorenzo si mette una mano sulla bocca.

 

LORENZO

E’ morta…

 

La telecamera inquadra di nuovo la stanza e notiamo un grande disordine. Tutti gli armadi sono spalancati, tutti i cassetti tirati fuori, i vestiti buttati ovunque, gli scatoloni sventrati, il cibo sparpagliato per il pavimento.

 

Sul divano ci sono alcuni barattoli di medicine aperti.

 

Lorenzo fa qualche passo in avanti, come un robot. Passando davanti a uno scatolone ci appoggia sopra la birra, poi si siede sul divano a fissare la sorellastra.

Sembra esausto.

 

Poi nota qualcosa.

 

La telecamera segue il suo sguardo: vediamo che le dita di una mano di Olivia si stanno muovendo a scatti, come se lei stesse sognando.

 

Lorenzo scatta in piedi come una molla e corre verso di lei. La scuote e la chiama.

 

LORENZO

Olivia! Olivia, sono io, Lorenzo. Sono qui, Olivia.

 

Lei mugugna qualcosa.

 

LORENZO

Sei viva!

 

Lorenzo la tira su a sedere e la abbraccia.

 

LORENZO

Sei viva!

 

Lei mugugna di nuovo qualcosa.

 

LORENZO

Cosa? Cosa hai detto?

 

Lei indica i medicinali sul divano.

 

OLIVIA

…sonniferi…

 

LORENZO

Quanti ne hai presi?

 

Olivia alza indice e medio come nel segno di vittoria.

 

LORENZO

Due… Due cosa?

 

OLIVIA

…pasticche…

 

Lorenzo cerca di tenerle la testa dritta.

 

LORENZO

Stai bene?

 

Lei sbatte gli occhi, come cercando di svegliarsi.

 

OLIVIA

Sì… Meglio… La contessa aveva un sacco di roba buona… Dormo ancora un po’…

 

Lorenzo annuisce con convinzione e la adagia nuovamente sul letto.

 

LORENZO

Ok. Ok… Dormi. Fai bei sogni.

 

Lei chiude gli occhi e si riaddormenta.

 

Lorenzo prende una coperta e gliela stende amorevolmente addosso.

 

Poi sorride.

 

Dissolvenza in nero.

 

 

SCENA 22

 

Sullo schermo ancora nero compare una scritta in sovrimpressione: “Tre giorni dopo”.

 

Sentiamo la suoneria del cellulare di Lorenzo.

 

Compaiono le immagini e torniamo nella cantina. E’ sera e c’è la luce accesa.

 

Olivia è seduta sul divano, con le gambe incrociate sul tavolino. Sembra stia meglio e sta leggendo Le notti di Salem. Lorenzo sta giocando con la playstation, ma mette in pausa per andare a rispondere al telefono.

 

LORENZO

Ciao mamma.

 

VFC (Arianna)

Allora, come va?

 

LORENZO

Tutto bene.

 

VFC (Arianna)

Non chiami mai. Se non lo faccio io… Ti diverti?

 

LORENZO

Molto.

 

VFC (Arianna)

Sei triste che domani devi tornare?

 

LORENZO

Sì. Un po’…

 

VFC (Arianna)

A che ora partite?

 

LORENZO

Presto. Ci svegliamo e partiamo.

 

VFC (Arianna)

Stasera che fate?

 

LORENZO

Pizza e poi a dormire, credo. Siamo molto stanchi…

 

VFC (Arianna)

Lo immagino.

 

LORENZO

Lo sai chi ho incontrato oggi?

 

VFC (Arianna)

No… Chi?

 

LORENZO

Olivia.

 

Lorenzo sorride alla sorellastra, che alza gli occhi dal libro che sta leggendo.

Attimo di silenzio da parte della madre.

 

VFC (Arianna)

Ma… Olivia chi? La tua sorellastra?

 

LORENZO

Sì.

 

VFC (Arianna)

Ma come sta?

 

LORENZO

Bene.

 

VFC (Arianna)

Veramente? Non pensavo. Papà ha detto che se la passa male… Poveretta, è una ragazza con un sacco di problemi. Spero tanto che trovi la sua strada…

 

LORENZO

Ma tu, mamma, le vuoi bene?

 

VFC (Arianna)

Io?

 

LORENZO

Sì.

 

VFC (Arianna)

Sì, le voglio bene, ma non è facile averci a che fare. Ma tu ti comporti bene? Sei gentile con la madre di Alessia? Aiuti in casa? Ti rifai il letto?

 

LORENZO

Sì.

 

VFC (Arianna)

Mi è sembrata molto carina, la madre di Alessia. Salutamela e ringraziala ancora.

 

LORENZO

Certo.

 

VFC (Arianna)

Ti voglio bene, pulce.

 

LORENZO

Anch’io, mamma. Ah, la madre di Alessia ha detto che mi porta lei a casa, quando arriviamo.

 

VFC (Arianna)

Ottimo. Quando stai per arrivare a Roma chiamami.

 

LORENZO

Va bene. Ciao!

 

VFC (Arianna)

Ciao tesoro.

 

Lorenzo riattacca, poi si rivolge a Olivia.

 

LORENZO

Mia madre ti saluta. E ti ringrazia per l’ospitalità. Ha detto che le sei sembrata molto carina.

 

Olivia ridacchia e chiude il libro.

 

OLIVIA

Allora, come festeggiamo la nostra ultima sera?

 

Lorenzo si guarda intorno.

 

LORENZO

Una cenetta?

 

OLIVIA

Fantastico! Cosa mi proponi di buono?

 

Lorenzo osserva il tavolino delle cibarie.

 

LORENZO

Be’… Ci siamo mangiati quasi tutto. Tonno e carciofini sott’olio? E per dolce i wafer.

 

OLIVIA

Non chiedo di meglio.

 

Lorenzo sorride.

 

LORENZO

E poi…

 

Si avvicina all’armadio e lo apre con aria misteriosa.

 

LORENZO

…ho una sorpresa.

 

Olivia lo guarda con curiosità.

Lorenzo, con fare teatrale, tira fuori il cartone da quattro di birra.

Olivia spalanca gli occhi.

 

OLIVIA

Sei un grande! Ma dove le hai trovate?

 

LORENZO

Dal Cercopiteco.

 

OLIVIA

Dal Cercopiteco?

 

LORENZO

E’ il custode del palazzo. Gliele ho rubate quando sono tornato dall’ospedale. Però sono calde…

 

Olivia si alza in piedi.

 

OLIVIA

Non import. Ti adoro.

 

La ragazza prende due birre, le apre e ne porge una a Lorenzo.

 

LORENZO

Io non bevo…

 

OLIVIA

Stasera sì. Dobbiamo festeggiare.

 

Alza la lattina a mo’ di brindisi e Lorenzo, seppur titubante, accetta il cin cin.

 

Bevono entrambi allegramente.

 

Parte una musica: “La linea della vita”, Francesco De Gregori.

 

Mentre ascoltiamo la canzone vediamo Lorenzo e Olivia apparecchiare il tavolino con una tovaglia trovata tra le cose della contessa. Poi accendono una candela e mangiano a luce spenta, carciofini e tonno. E i wafer come dolce.

Una volta finito si siedono sul divano, con i piedi sul tavolino, alla luce della candela.

Olivia si accende una sigaretta e sbuffa una nuvola di fumo.

 

Il volume della musica si abbassa, rimanendo solo strumentale in sottofondo.

 

OLIVIA

Ma ti ricordi quando andavamo l’estate a Capri?

 

LORENZO

Non tanto… Mi ricordo solo che c’erano un sacco di scale da fare. E che c’era un pozzo da cui uscivano le lucertole. E i limoni grandi.

 

OLIVIA

E non ti ricordi quando ti hanno buttato in acqua?

 

LORENZO

No.

 

OLIVIA

Eravamo sul motoscafo di papà, davanti ai Faraglioni.

 

LORENZO

Il motoscafo l’ho visto nelle foto. Era di legno lucido e si chiamava Sweet Melody II. C’è pure una foto dove papà fa lo sci d’acqua.

 

Olivia aspira dalla sigaretta ed emette un’altra nuvola di fumo.

 

OLIVIA

Lo guidava un marinaio tutto abbronzato, con i capelli ricci e la catena d’oro. Tu eri terrorizzato dall’acqua. Appena vedevi la spiaggia urlavi se non ti mettevamo i braccioli. Non salivi nemmeno sul traghetto, se non li avevi.

 

LORENZO

Ma pensa…

 

OLIVIA

Insomma, quel giorno eravamo in mare aperto e tutti nuotavano e tu eri attaccato alla scaletta come un granchio e ci guardavi. Se qualcuno ti proponeva di tuffarti cominciavi a fare il pazzo. Allora abbiamo preso i ricci e ce li siamo mangiati con il pane.

 

Olivia fuma ancora.

 

OLIVIA

Papà e il marinaio avevano bevuto un sacco di vino e il marinaio ha raccontato che per togliere la paura dell’acqua ai loro bambini li buttano in mare senza braccioli e salvagente. Affogano un po’, ma dopo tutti cominciano a nuotare. Tu te ne stavi a giocare con i tuoi giochi, ti sono arrivati da dietro, ti hanno sfilato i braccioli e tu hai preso a divincolarti, urlavi come se ti stessero scuoiando. Io gli dicevo di lasciarti, ma non mi ascoltavano. E niente… Ti hanno buttato in acqua.

 

Lorenzo appare incredulo.

 

LORENZO

E mia madre non ha fatto niente?

 

OLIVIA

Non c’era quel giorno, con noi.

 

LORENZO

E poi che è successo?

 

OLIVIA

Sei affondato. Papà stava per tuffarsi a prenderti, ma dopo un attimo sei rispuntato fuori urlando come se ti stesse inseguendo uno squalo. Hai cominciato a sbattere le braccia e… hai nuotato.

 

LORENZO

Veramente?

 

OLIVIA

Sì, a cane, con gli occhi fuori dalle orbite e ti sei aggrappato alla scaletta e sei saltato fuori come se fossi immerso nella lava.

 

LORENZO

E poi?

 

OLIVIA

E poi sei corso in cabina e ti sei rannicchiato sulla cuccetta tremando e respirando a bocca aperta. Papà cercava di calmarti, diceva che eri bravissimo, che eri un grande nuotatore e che non avevi più bisogno dei braccioli. Ma tu continuavi a piangere e gli urlavi di andarsene.

 

Lorenzo è incredulo.

 

LORENZO

Incredibile… E poi?

 

Olivia fuma di nuovo.

 

OLIVIA

Ti sei addormentato di colpo. Sei crollato come se ti avessero anestetizzato. Mai vista una cosa del genere.

 

LORENZO

E tu… tu che hai fatto?

 

OLIVIA

Io mi sono messa acanto a te. Poi il motoscafo è partito e io e te siamo rimasti in cabina, con l’odore della sentina e tutto che vibrava e sbatteva.

 

LORENZO

Io e te?

 

OLIVIA

Sì… Io e te.

 

LORENZO

Che strano, non mi ricordo niente. Papà non me ne ha mai parlato.

 

OLIVIA

E certo, aveva fatto una stronzata. E se lo sapeva tua madre se lo mangiava. Ma ora nuoti?

 

Lui solleva le spalle.

 

LORENZO

Sì.

 

OLIVIA

Non hai paura dell’acqua?

 

LORENZO

No. Per un po’ ho fatto pure nuoto. Ma ho smesso. Con l’acqua nelle orecchie non riesco a pensare. Non mi piace la piscina.

 

Olivia finisce la sigaretta e la spegne nella scatola del tonno.

 

OLIVIA

Qual è la cosa che odi di più al mondo?

 

LORENZO

Ce ne sono tante… Forse le feste a sorpresa. Due anni fa mia madre me ne ha fatta una. Tutta quella gente che mi faceva gli auguri… Un incubo. Pure il capodanno mi fa abbastanza schifo. E tu?

 

OLIVIA

Io… Fammi pensare… Io odio i matrimoni.

 

LORENZO

Sì, fanno schifo pure quelli.

 

I due rimangono in silenzio per un po’, fissandosi le punte dei piedi.

 

La musica finisce e come in risposta a questo Olivia balza in piedi.

 

OLIVIA

Aspetta! Guarda cos’ho trovato ieri.

 

Raggiunge uno scaffale e prende una valigia squadrata rossa. La apre e ne tira fuori un giradischi.

 

OLIVIA

Chissà se funziona ancora.

 

Lorenzo si alza e aiuta Olivia ad attaccarlo alla corrente.

 

Dentro alla valigia rossa ci sono diversi 45 giri e Olivia li sfoglia rapidamente.

 

OLIVIA

No… Guarda qui che meraviglia.

 

Mostra a Lorenzo il disco di De Gregori “La donna cannone”.

 

Lo mette sul giradischi e fa partire la canzone. Guarda Lorenzo raggiante.

Poi si mette a cantare insieme al cantautore romano.

 

OLIVIA

Buttero' questo mio enorme  cuore tra le stelle un giorno giuro che lo faro'. Oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volero'. Quando la donna cannone d'oro e d'argento diventera'…

 

Lorenzo abbassa il volume.

 

LORENZO

Piano… Piano. Ci possono sentire. Il Cercopiteco…

 

Ma Olivia continua a cantare, chiudendo gli occhi e iniziando a ondeggiare in una lenta danza.

 

OLIVIA

…senza passare per la stazione l'ultimo treno prendera'. In faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillera'. Dalle porte della notte il giorno si blocchera'. Un applauso del pubblico pagante
lo sottolineera'. E dalla bocca del cannone una canzone suonera'…

 

Olivia prende le mani di Lorenzo e lo tira verso di lei, costringendolo a ballare.

 

OLIVIA

E con le mani amore per le mani ti prendero', e senza dire parole nel mio cuore ti portero'oo. E non avro' paura se non saro' bella come dici tu. Ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo piu'uuuu . .

 

La canzone continua e vediamo che anche Lorenzo si scioglie.

La telecamera inquadra i due ragazzi ruotando intorno a loro, mentre ballano felici fino alla fine della musica.

 

Dissolvenza incrociata.

 

 

SCENA 23

 

E’ buio, nella cantina. Vediamo solo un po’ di luce filtrare dalla finestrella.

 

Lorenzo è steso sul letto, mentre Olivia dorme sul divano.

Ma Lorenzo è sveglio e fissa il soffitto. Dopo un po’ si volta verso la ragazza.

 

LORENZO

Olivia?

 

Lei ci mette un po’ a rispondere.

 

OLIVIA

Sì?

 

LORENZO

Dormi?

 

OLIVIA

No.

 

LORENZO

Che farai quando usciamo di qui?

 

OLIVIA

Non lo so… Forse parto.

 

LORENZO

Dove vai?

 

OLIVIA

Ho una specie di fidanzato che vive a Bali.

 

LORENZO

Bali? In Indonesia?

 

OLIVIA

Sì. Insegna yoga e fa i massaggi in un posto sul mare pieno di palme. Ci sono un sacco di pesci colorati. Voglio capire se stiamo ancora insieme. Voglio provare a essere la sua donna davvero. Se lui vuole…

 

LORENZO

La sua donna…

 

Silenzio prolungato.

 

LORENZO

Come si chiama il tuo fidanzato?

 

OLIVIA

Roman.

 

LORENZO

E’ simpatico?

 

OLIVIA

Sono sicura che ti piacerebbe.

 

Lorenzo sorride. Poi si fa di nuovo serio.

 

LORENZO

Senti… Ti devo dire una cosa.

 

OLIVIA

Dimmi.

 

LORENZO

Io ho detto che andavo a sciare a Cortina perché ho fatto un casino. Ero a scuola e ho sentito dei miei compagni di classe che andavano a sciare. A me non mi avevano invitato. E a me non me ne frega niente di andare a fare le gite con gli altri. E invece sono tornato a casa e ho detto a mamma che pure io ero stato invitato. Lei ci ha creduto ed era contenta… Si è messa a piangere e non ho avuto più il coraggio di dirle la verità. Per questo mi sono nascosto qui.

 

Olivia non risponde e aspetta.

 

LORENZO

Sai una cosa? Da quel giorno ho continuato a cercare di capire perché le avevo detto quella bugia.

 

OLIVIA

E lo hai capito?

 

LORENZO

Sì. Ed è perché ci volevo andare. Perché volevo sciare con loro. Io sono bravo a sciare… Perché volevo fargli vedere quanto sono bravo e dove sono le piste segrete. Perché non ho amici… e volevo essere uno di loro.

 

Olivia aspetta qualche secondo ancora, poi si alza e si avvicina a lui.

 

OLIVIA

Fammi spazio.

 

Lorenzo si sposta un po’ e Olivia si sdraia accanto a lui abbracciandolo forte.

Lui chiude gli occhi e si rilassa.

 

LORENZO

Olivia, mi fai una promessa?

 

OLIVIA

Cosa?

 

LORENZO

Che non ti droghi più. Mai più.

 

OLIVIA

Te lo giuro. Mai più. Non ci casco più in questa merda. E tu invece mi prometti che ci rivedremo?

 

LORENZO

Te lo prometto.

 

Anche lei chiude gli occhi e si rilassa.

 

Primo piano di Lorenzo ormai addormentato, che si prolunga fino al repentino sorgere del sole.

 

Lorenzo apre gli occhi e si sveglia. Si volta subito alle sue spalle, ma Olivia non c’è più.

 

Al suo posto c’è un biglietto, con su scritto “Per Lorenzo”.

 

Dissolvenza in nero.

 

 

SCENA 24

 

Tornano le immagini sullo schermo e ritroviamo Lorenzo, dieci anni dopo, che fa colazione nell’albergo della prima scena. Sta bevendo il caffè e ha ancora in mano il biglietto di Olivia.

 

Lo apre e lo rilegge.

 

VFC (Olivia)

Ciao Lorenzo. Mi sono ricordata che un’altra cosa che odio sono gli addii e quindi preferisco filare prima che ti svegli. Grazie per avermi aiutata. Sono felice di aver scoperto un fratello nascosto in una cantina. Ricordati di mantenere la promessa. Olivia.  P.s.: Attento al Cercopiteco.

 

Lorenzo beve l’ultimo sorso di caffè e si alza.

 

Esce dall’albergo e si incammina in strada.

 

Lo seguiamo in diversi stacchi che lo vedono attraversare diverse vie e marciapiedi, fino a quando entra in un portone di pietra che dà su un cortile quadrato pieno di macchine.

 

Si avvicina  una portineria e domanda qualcosa a un addetto. Non udiamo la domanda.

Il portiere gli indica una porta a vetri e Lorenzo si dirige verso di essa.

 

Dall’altra parte incontra un uomo in camice bianco, che gli si fa incontro.

 

UOMO

Dica?

 

LORENZO

Sono Lorenzo Cuni.

 

L’uomo annuisce.

 

UOMO

Mi segua.

 

L’uomo accompagna Lorenzo in una grande stanza dalle mattonelle bianche. Olivia è stesa su un tavolo. Un lenzuolo la copre fino al collo.

 

Lorenzo si avvicina, un passo alla volta, faticosamente.

 

L’uomo rimane alle sue spalle, a distanza.

 

UOMO

E’ lei? La riconosce?

 

LORENZO

Sì… E’ lei.

 

Lorenzo si avvicina ancora un po’, fino ad arrivare a fianco del tavolo.

 

LORENZO

Come avete fatto a trovarmi?

 

UOMO

Nel portafogli di sua sorella c’era un foglietto con il suo numero di telefono.

 

Lui annuisce.

 

LORENZO

Posso rimanere con lei?

 

UOMO

Cinque minuti.

 

Esce e chiude la porta, lasciando Lorenzo solo con il corpo di Olivia.

 

Lorenzo le prende la mano giallognola. Intravediamo il braccio magro della ragazza, coperto di lividi e puntini rossi.

 

Lorenzo si china su di lei e le mette il naso sul collo, iniziando a piangere.

 

La telecamera compie un lento zoom in allontanamento.

 

Dissolvenza in nero.

 

Partono i titoli di coda e sentiamo di nuovo “La donna cannone” di De Gregori.